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Lettera di Sonya

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“Ciao Carmelo,
ho 27 anni, sono nata a Milano e sono la seconda di tre figlie. Dal 2014 vivo in Germania.
Quando ho detto a mio padre che mi sarei trasferita all’estero, ero terrorizzata. Sai, lui è sempre stato un tipo duro, introverso, ma anche un uomo dal cuore grande, pronto a morire per le sue figlie.
Gliel’ho confessato due giorni prima della partenza, davanti a una stazione ferroviaria.
Mi sono sentita un vero schifo ma non potevo più aspettare. Sono partita e ho cercato di costruire qualcosa di cui i miei genitori potessero andare fieri.
Ho trovato lavoro in due settimane, ho comprato un’auto e sono andata a vivere da sola. Nel frattempo inviavo le foto di tutti i miei progressi a mio papà, gli dicevo che prima o poi sarebbe dovuto venire a trovarmi.
Arriva il novembre del 2015, mio padre è stanco, non mangia da una settimana e non dorme per dei forti dolori. In ospedale gli dicono che dev’essere ricoverato d’urgenza. C’è una massa sui polmoni.
Ho cercato di restare positiva.
Il giorno di Natale l’ho chiamato per gli auguri e lui non vedeva l’ora di uscire per poter fare una cena tutti insieme.
Cinque giorni dopo mia mamma mi ha detto che dovevo tornare al più presto. Papà ha un cancro ai polmoni e non gli rimangono molti giorni di vita.
Carmelo non puoi immaginare come mi sono sentita.
Ho prenotato il primo biglietto per Milano, il 31 dicembre alle dieci sarei stata lì.
Alle cinque del mattino chiamo mia madre, la sua voce era strana, a un certo punto è scoppiata in lacrime. Sonya, papà non c’è più.
Ho pianto, urlato. Perché non mi ha aspettata?
Carmelo la notte tra il 30 e il 31 mentre mio padre esalava i suoi ultimi respiri, io l’ho sognato. Era vestito di bianco e aveva la mascherina dell’ossigeno, mi disse, ti vorrò sempre bene e per te ci sarò sempre ma ora devo andare.
Avevo un rapporto unico con lui e anche ora che sono passati quasi cinque anni mi manca come l’aria, ma spero che sia felice di quello che ho realizzato qui.
Non abbiamo potuto fare quella famosa cena tutti insieme, ma io ho preso una sua foto e l’ho messa nella mia casa, ogni giorno ci parlo come se fosse lui.
Io e lui non ci separeremo mai”.

LA STORIA CONTINUA