insieme

“Gentile Carmelo Abbate,
sono una giovane fotografa trevigiana e mi occupo di fotografia sociale. Attraverso i miei scatti, amo raccontare storie di vita.
Tra i miei progetti più cari, ho dato volto a ragazzi con disabilità, e a donne chemioterapiche.
Tutto questo prima che il covid colpisse la mia famiglia, me compresa. Cognato, suoceri, mio marito, una delle nostre due figlie, mia mamma, mio fratello e in ultimo mio padre, medico, che da un letto della terapia intensiva, ha lottato per la vita.
Dalla prima diagnosi di positività, è passato circa un mese, un periodo di sofferenza, dolore, sospensione, attesa, angoscia, ma anche tanta speranza e amore.
Ho condiviso il mio percorso sui i social, ma non mi sembrava di fare abbastanza. Così ho deciso di fondare un’organizzazione di volontariato per volgere lo sguardo verso coloro che hanno più bisogno di noi, perché questo è ciò che mi hanno insegnato i miei genitori!
Voglio dare un messaggio di speranza e fiducia che non deve mai mancare anche quando il nostro cammino terreno viene messo alla prova.
Mio padre era ginecologo ed è stato all’ospedale di Tosamaganga in Tanzania qualche tempo fa. Ha conosciuto una realtà di estrema sofferenza, ma anche infinito amore. Un’esperienza che lui come medico, ma soprattutto come uomo, ha continuato a portare nel cuore.
Ho pensato di devolvere il ricavato di questa iniziativa proprio alle mamme e ai bambini di quell’ospedale. Mio papà è volato in cielo ma non ha perso la sua battaglia: la sua presenza continua a manifestarsi attraverso tutto l’Amore che lui ha seminato nel cuore delle persone che ha incontrato, e che ora ne sono testimoni instancabili.
Questa è la mia storia. Almeno una parte, ma non mi dilungo per non annoiarla.
Perché Le scrivo? Perché Le sono riconoscente per avermi regalato emozionanti Storie degli altri. Ora le dono la mia.
Con gratitudine”.

LA STORIA CONTINUA