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Lui è
Jason

felici

Lui è Jason. Vive a Liverpool, nel Regno Unito. Tra i genitori tira una brutta aria, litigano spesso, Jason sente le loro urla pure dal piano di sopra. Ha 12 anni. Il padre lo abbraccia. Io e tua madre ci siamo separati, qualunque cosa accada, ricordati che ti voglio bene. Jason non capisce, osserva impotente il papà mentre si chiude la porta alle spalle. Passano i giorni. Il padre non si fa vivo, la madre lo tranquillizza. Tranquillo, vedrai che ti chiamerà. Settimane, mesi si susseguono nel silenzio più totale. Jason cerca, chiede, ma nessuno ha idea di dove sia finito. Jason si sente tradito, abbandonato, ingoia il rospo, smette di fare domande e va avanti. Il tempo passa. È il 2020. Ha 23 anni. Scende in cantina, trova uno scatolone ricoperto di polvere, è curioso. Dentro ci sono ricordi di famiglia, i suoi giochi di bambino e una fotografia del padre, che non vede da tanto tempo. È un colpo al cuore. Jason si era ripromesso di non pensare mai più a quell’uomo, ma non riesce a smettere di guardarla. Esce di casa, si presenta alla redazione di un quotidiano locale, mostra la foto. Aiutatemi a trovarlo, vi prego. L’articolo smuove le acque, arrivano decine di segnalazioni, ma nessuna porta a qualcosa. È il 23 dicembre. Squilla il telefono. Ciao, forse ho trovato la persona che stai cercando. Jason resta con i piedi per terra, ma decide di andare a verificare. Il posto indicato è una strada deserta, c’è solo un uomo seduto a terra, vestito di stracci. Jason sospira sconsolato, fa per andarsene, poi torna indietro. Papà? Il senzatetto rimane attonito. Si alza e scappa. Jason lo insegue, urla. Fermati, ti prego, fermati! L’uomo rallenta, Jason lo raggiunge, lo fissa dritto negli occhi. Papà, sei proprio tu? L’uomo scoppia a piangere. Dopo la separazione, è finito per strada, e più passava il tempo, più si vergognava di farsi vedere in quello stato. Perdonami figlio mio. Jason stringe i pugni. Rabbia, dolore, solitudine. Era partito da casa per affrontarlo e rinfacciargli ogni cosa. Ora desidera solo una cosa, abbracciarlo. Ti voglio bene papà.

LA STORIA CONTINUA

Il giorno di Natale, Jason ha portato la cena a suo padre, gli ha fatto compagnia e gli ha regalato un cellulare. Poco alla volta stanno riprendendo il rapporto.