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Lui è
Salik

sorriso

Lui è Salik. Nasce a Siem Reap, in Cambogia. La sua famiglia abita in una baracca fuori città, il padre guadagna pochi spiccioli vendendo quadretti ai turisti, la madre ha una bancarella di sciarpe. Salik si sveglia presto, indossa la divisa, si carica un grosso cesto sulle spalle e si mette in marcia. Cammina fino ad Angkor Wat, un complesso di templi frequentato dai turisti, si piazza all’entrata e vende souvenir, tutto il giorno, fino all’orario di chiusura. I genitori hanno un grosso debito che li costringe a lavorare giorno e notte, e lui vuole dare una mano. È il 2018. Salik ha 13 anni. Prende posizione al solito posto, fuori dal tempio, una turista malese si avvicina e compra qualche gadget. Salik la ringrazia nella sua lingua. La donna è sorpresa, fa marcia indietro, scambia due chiacchiere, scopre che il piccolo venditore conosce anche il mandarino. Lo esorta a continuare. Salik la impressiona con un discorso in francese, poi va avanti in spagnolo, e per non farsi mancare nulla ci infila anche il giapponese. Conclude cantando una filastrocca inglese. La donna è sconvolta. Dove hai imparato tutte queste lingue? Salik alza le spalle. Qui ci sono persone che vengono da tutto il mondo, le ascolto e imparo. La turista si congratula, scatta una foto e lo saluta. Passa qualche giorno. Un uomo si presenta a casa di Salik. Ha saputo della sua storia ed è rimasto colpito. I genitori sono confusi. Scusi, quale storia? L’uomo sorride, riferisce di aver letto un post sui social, a firma di una donna. Signori, vostro figlio è un genio! E mentre dice questo, stacca un assegno con tanti zeri. Salik e i genitori non hanno mai visto tanti soldi, sono in imbarazzo, ma l’uomo è irremovibile. Con questi, ripagate il debito e fate studiare vostro figlio. Intanto le prodezze di Salik fanno il giro del mondo. Una prestigiosa scuola cinese offre una borsa di studio, professori ed esperti parlano del suo brillante futuro, già lo vedono manager di successo, uomo d’affari, scienziato. Salik ringrazia, per il momento si accontenta di frequentare la scuola. Poi un domani, qualsiasi cosa farà, lavorerà sodo, come mi hanno insegnato mamma e papà.

LA STORIA CONTINUA

La madre di Salik non voleva che andasse a studiare in Cina perché temeva che il suo bambino, così piccolo e magro, potesse soffrire il freddo. Alla fine però si è convinta. Ora Salik studia in una scuola famosa e d’inverno si copre per bene