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Lei è
Jana

sole

Lei è Jana. Nasce in Bulgaria nel 1975. Nel paese c’è il comunismo, i genitori si spezzano la schiena tutto il santo giorno per non far mancare nulla ai figli. Jana ha un fratello più piccolo. Il padre dice sempre che la famiglia è la cosa più importante. Senza una famiglia, sei una foglia al vento. Jana cresce. La matematica è il suo forte, si iscrive all’università e si laurea in Chimica. In poco tempo realizza il suo sogno, indossa il camice bianco e lavora come tecnico di laboratorio. Ha 24 anni. Conosce un ragazzo, è un colpo di fulmine. La madre e il padre la mettono in guardia, non è quello giusto per costruire una famiglia. Jana tira dritta, si sposa e diventa mamma. Passano nove mesi. Prepara le valigie, molla tutto e segue il marito in Portogallo. Il nuovo paese è pieno di colori, la gente è solare e allegra. Jana si sente subito a casa, vuole trovare un lavoro, ma il marito mette le cose in chiaro. Il tuo compito è badare alla casa, al resto penso io. Jana è incredula. Vive nel posto più bello del mondo, sognava di costruire una nuova famiglia, ma è finita in trappola. Vorrebbe scappare, ha paura. Si tappa il naso, va avanti, mette al mondo un altro figlio, ogni tanto parte e si rifugia in Bulgaria, dalla sua mamma e dal suo papà. Passano sette anni. Jana è al limite. Tira fuori il coraggio e divorzia. Finalmente ha spezzato le catene. Prende i bambini e vola tra le braccia dei genitori, che nel frattempo si sono trasferiti in Italia. Ritrova anche il fratello, sono di nuovo tutti insieme. È il 2014. Il padre di Jana muore di cancro, i soldi non bastano, arriva lo sfratto. Jana prende in mano la situazione. L’Italia è diventata la sua casa, non ha intenzione di andarsene. Trova lavoro come badante, si carica l’affitto sulle spalle e porta avanti la baracca. Quando meno se lo aspetta, l’amore la coglie alla sprovvista. Fabio è un uomo buono e generoso, un dono dal cielo. Lo sposa e mette al mondo un’altra figlia. Oggi Jana ha 46 anni, ha fatto molti errori, tante rinunce, ha chiuso diversi sogni nel cassetto, ma non ha rimpianti. Ama la sua famiglia più di ogni cosa.

LA STORIA CONTINUA

Jana era molto legata al suo papà, un uomo buono come il pane. Anche quando si è ammalato di tumore, la sua unica preoccupazione era la famiglia.