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Lei è
Maria Maddalena

sorriso

Lei è Maria Maddalena. Vive a Gerusalemme, in Giudea. È aprile. Si gira e si rigira nel letto, non riesce a dormire. Guarda fuori dalla finestra, il sole sta sorgendo. Si alza. Un’altra notte senza aver chiuso occhio. Il suo amato maestro è morto da due giorni. Maria l’ha visto con i suoi occhi, ha toccato il suo corpo freddo, ma ancora non riesce a capacitarsi. Si veste, esce di casa. L’aria è fresca, Maria cammina a passo svelto, oltrepassa le mura della città. Si trova di fronte il Golgota. Guarda la sommità del monte dove il suo Gesù è stato ucciso. Affretta il passo, vuole lasciarsi quel maledetto luogo alle spalle, prima possibile. Imbocca una stradina, raggiunge il sepolcro. Non riesce a credere ai suoi occhi, rimane pietrificata, i profumi le cadono dalle mani. Si regge la veste, corre. La pietra che chiudeva la tomba di Gesù è stata spostata. L’ingresso è aperto. Maria guarda dentro, è terrorizzata. Per poco non sviene. Il lenzuolo che avvolgeva il corpo è a terra. È sconvolta. Chi ha potuto profanare un luogo così sacro? Maria crolla in ginocchio, si graffia il viso, urla, piange disperata. D’improvviso sente una voce alle sue spalle, qualcuno la sta chiamando. Si volta di scatto. Davanti a lei c’è un uomo. Maria si porta una mano al cuore, è sollevata. Lei è il custode del giardino, giusto? La prego mi aiuti, qualcuno ha rubato il corpo del mio maestro, dobbiamo fare qualcosa. L’uomo le sorride, un po’ ironico. Chi stai cercando? Maria è infastidita, non è il momento di scherzare. Apre la bocca. Si blocca. Porta le mani al viso, scoppia a piangere. Maestro, sei proprio tu? Maria si lancia contro Gesù. Forse è un sogno, forse è diventata pazza, non importa. Vuole stringerlo, abbracciarlo. Gesù la blocca. Maria, ti chiedo un favore, vai dai miei discepoli, dì loro che sono qui. Maria si morde le labbra, fa segno di sì con le testa. Si volta e si incammina verso la città. Di tanto in tanto dà una sbriciata alle sue spalle. Non è un sogno, è tutto vero. E allora corre a perdifiato, il sorriso stampato sul volto. Gesù è risorto.