Lei è
Maria

wolford

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Lei è Maria. Nasce a New York nel 1923. L’ostetrica la avvolge in una coperta, la madre sgrana gli occhi e la respinge al mittente. Volevo un maschio. Impiega quattro giorni prima di stringerla al petto. Maria cresce, è una bambina grassa e miope. Le attenzioni sono tutte per la sorella maggiore, alla quale viene concesso un maestro di canto. Maria si nasconde dietro la porta, ascolta, poi va in salotto e ripete i vocalizzi. La gente in strada si ferma estasiata. La madre capitola, le concede un maestro. Maria canta, si impegna, vuole renderla orgogliosa. Ha 11 anni, arriva prima a un concorso, vince un orologio. La madre non vuole sentire storie. Dallo a tua sorella! Maria ubbidisce, tra le lacrime. È il 1937. I genitori si separano, Maria segue la mamma in Grecia, la loro terra d’origine. Frequenta il conservatorio, si esibisce nei teatri, canta sino allo sfinimento. La musica è la sua unica amica, la sua ragione di vita, la sua dimensione nel mondo. La sua voce crea una corazza che la avvolge e la protegge. È il 1945. Maria infila tre camicette in una valigia e parte, tenta la fortuna negli Stati Uniti, poi in Italia. Ottiene un’audizione a Verona. È pesante, goffa, sgraziata, ma la sua voce ammalia. L’imprenditore Giovanni Battista Meneghini rimane folgorato. Maria di più. È il primo essere umano che le concede attenzioni. Diventa il suo manager, poi suo marito. Piovono offerte di lavoro, i teatri di tutto il mondo se la litigano. Maria perde trentasei chili, cambia modo di vestire, diventa la Callas, la Divina. È il 1957.  Incontra Aristotele Onassis, l’uomo più ricco del mondo. Maria molla il marito e si butta tra le sue braccia. Sogna una casa e una famiglia. Dopo nove anni di fuoco, lui la saluta e sposa Jackie Kennedy. Maria si asciuga le lacrime, rifà il trucco e affronta a testa alta una tournée mondiale. È il 1974. Sale sul palco di Sapporo, in Giappone, per l’ultima tappa. Ha paura. La voce cede, l’abbandona. Maria si ritrova sola, fragile, indifesa. Il pubblico si alza in piedi e applaude.